Bitcoin, a Chiasso le tasse si pagano con la criptomoneta

Pur con tutte le perplessità e fluttuazioni del caso, il Bitcoin continua a mietere successo in diverse parti del mondo. Ad oggi non è dato sapersi se si tratti di un business destinato a durare nel tempo o sia semplicemente una bolla pronta ad esplodere da un momento all’altro. Fatto sta che diversi Paesi si stanno avvicinando alla criptovaluta, contribuendo al suo generalizzato trend di crescita (pur intervallato da crolli sul mercato virtuale).

Bitcoin, a Chiasso le tasse si pagano con la criptomoneta

 

L’ultimo caso – in ordine di tempo – che vede il Bitcoin protagonista riguarda la Svizzera, ed in particolare il Municipio di Chiasso. Proprio la città elvetica sarà la prima all’interno del Paese a permettere il pagamento delle imposte proprio in Bitcoin a partire da gennaio 2018, facilitandone così l’espansione nel territorio. Non sarà tuttavia possibile versare tutti i tributi dovuti tramite la criptomoneta: il massimale è stato infatti fissato a 250 franchi, poco meno di 220 euro al cambio attuale.

La decisione del Municipio di Chiasso è stata presa dopo aver incontrato diversi soggetti “attivi nel mondo Bitcoin e Blockchain” – si legge nel comunicato stampa. La città svizzera è stata scelta per diventare una base operativa per lo sviluppo delle tecnologie legate alla moneta virtuale.

Bitcoin come “volano” dell’economia locale, dunque. E questo lo dimostra anche il fatto che l’Esecutivo parteciperà in veste di socio fondatore alla costituzione di una fondazione no profit BHB di cui faranno parte diversi esponenti del mondo Blockchain e Bitcoin.

A partire da ottobre, poi, nella città elvetica si terranno regolari Meet Up dedicati in cui si affronteranno i principali aspetti legati alla tematica, così come verranno organizzati corsi di approfondimento per le scuole medie superiori.

Guadagnare soldi usando il computer di casa. Bitcoin e Monero

Le criptomonete sono monete virtuali (non esistono fisicamente) create da vari sviluppatori attraverso le soluzioni di vari algoritmi risolti da un pc. Nel corso del tempo hanno raggiunto dei valori fisicamente reali tanto che una di queste monete il “Bitcoin” è entrata a far parte delle azioni di borsa; per procurarsi tali monete abbiamo due diverse possibilità: acquistarla attraverso dei portali oppure facendo del “mining. Quest’ultima è una procedura che possiamo eseguire attraverso i nostri pc  eseguiti da appositi programmi possiamo creare le nostre criptomonete.

 

Le criptomonete sono monete virtuali (non esistono fisicamente) create da vari sviluppatori attraverso le soluzioni di vari algoritmi risolti da un pc. Nel corso del tempo hanno raggiunto dei valori fisicamente reali tanto che una di queste monete il “Bitcoin” è entrata a far parte delle azioni di borsa; per procurarsi tali monete abbiamo due diverse possibilità: acquistarla attraverso dei portali oppure facendo del “mining. Quest’ultima è una procedura che possiamo eseguire attraverso i nostri pc eseguiti da appositi programmi possiamo creare le nostre criptomonete. Per iniziare a guadagnare criptomonete ti basterà un semplice programma scaricabile su pc o mac o addirittura su un tablet (di ultima generazione) Tra i più diffusi e intuitivi troviamo Minergate. Una volta installato bastranno pochi secondi per creare un account e iniziare a fal lavorare il software con la potenza di calcolo per proprio computer (CPU) e della scheda video (GPU) Per riuscire a guadagnare il valore di 10 euro ci vorrà un po di pazienza, si tratta di operazioni complicate e tutto dipende dalla potenza del vostro computer. La cosa più semplice che vi consigliamo è di provare a scaricare il software e iniziare a “minare”. In poco tempo vi renderete conto da soli di quanto tempo avrete bisogno per ottenere un guadagno. Una volta avviato il programma dovrete solamente scegliere la moneta che volete estrarre e il numero di core che si volete utilizzare CPU e GPU,.

Per iniziare a  guadagnare criptomonete ti basterà un semplice programma scaricabile su pc o mac o addirittura su un tablet (di ultima generazione) Tra i più diffusi e intuitivi troviamo Minergate. Una volta installato bastranno pochi secondi per creare un account e iniziare a fal lavorare il software con la potenza di calcolo per proprio computer (CPU) e della scheda video (GPU)

Per riuscire a guadagnare il valore di 10 euro ci vorrà un po di pazienza, si tratta di operazioni complicate e tutto dipende dalla potenza del vostro computer. La cosa più semplice che vi consigliamo è di provare a scaricare il software e iniziare a “minare”. In poco tempo vi renderete conto da soli di quanto tempo avrete bisogno per ottenere un guadagno. Una volta avviato il programma dovrete solamente scegliere la moneta che volete  estrarre e il numero di core che si volete utilizzare CPU e GPU,.

La Cina mette al bando le raccolte fondi in Bitcoin: nella maggior parte dei casi sono illegali

La Banca Centrale cinese ha dichiarato illegale l’offerta iniziale di bitcoin (Ico, initial coin offering) per raccogliere fondi e ordinato di fermare tutte le attività di raccolta. Le Ico funzionano come le ‘classiche’ Ipo, con la differenza che l’investitore, invece di avere una quota della società che si colloca, va a detenere un determinato ammontare di moneta virtuale. Un fenomeno che, solo nell’anno in corso, ha garantito una raccolta fondi di 1,6 miliardi di dollari.

Sul suo sito la Banca Popolare Cinese spiega di aver completato la sua indagine nelle offerte iniziali di bitcoin e “punirà offerte future”. Quindi tutti coloro che hanno raccolto fondi attraverso l’offerta di bitcoin “dovranno rimborsare” gli investitori. La Banca Centrale aggiunge che le piattaforme di trading non possono convertire i bitcoin in valuta ufficiale.
Sulla scia della decisione di Pechino il valore del bitcoin è crollato del 7,2% a 4.530,73 dollari.

Bitcoin si rifiuta mi morire

Il 20 giugno 2011 Forbes scriveva: “Quindi questa è la fine di bitcoin”.

Il 16 gennaio 2015 USA Today scriveva: “Bitcoin è diretto verso il cimitero”.

Il 5 maggio 2017 il Daily Reckoning scriveva: “La morte di bitcoin”.

Dal 2011 bitcoin è stato dichiarato morto almeno 135 volte.

Scrittori di newsletter, giornalisti e accademici lo hanno definito uno “schema di Ponzi”.

Ad altri piaceva l’idea in teoria, ma avevano dubbi in pratica. Sono convinti che lo stato ucciderà bitcoin e lo renderà inutile.

Bitcoin si rifiuta mi morire

Se fosse il 2013, sarei stato d’accordo.

Dal 2009 al 2013 bitcoin è salito da una frazione di un centesimo ad oltre $1,100… e poi si è schiantato dell’85%, a $185.

Sembrava un classico “pump/dump”. Ecco perché l’ho ignorato.

Ma poi è accaduto qualcosa di molto interessante.

Invece di crollare ad un penny, bitcoin ha trovato supporto nel range dei $200. Anche dopo che la bolla è scoppiata, bitcoin vale ancora miliardi.

Questo mi ha incuriosito, perché i veri schemi di Ponzi hanno un valore pari a zero quando scoppiano.

Il fatto che bitcoin stesse ancora attirando acquirenti anche dopo l’assalto di notizie negative… un crash del prezzo dell’85%… e un disprezzo universale… mi disse qualcosa.

Mi disse che forse aveva un qualche valore reale. Come minimo mi suggerì che fossero necessarie ulteriori indagini.

Avevo già visto uno scetticismo come questo prima…

Nel maggio 1997 Amazon si presentò in borsa all’equivalente spaccato di $1.30.

Amazon schizzò in alto a $113 durante la bolla dot-com degli anni ’90. Quando la bolla scoppiò, Amazon si schiantò del 94% all’equivalente spaccato di $5.97.

Il missile di Kim spinge il Bitcoin ai massimi storici

La criptovaluta tocca quota 4.700 dollari nelle ore successive al test balistico nord-coreano. Un nuovo record trainato dagli acquisti massicci da Giappone e Corea del Sud

 

Il missile di Kim spinge il Bitcoin ai massimi storici

Il missile di Kim Jong-Un porta il Bitcoin ai massimi storici. Nelle ore successive al lancio della testata balistica partita dalla Corea del Nord e volata sopra i cieli dell’isola giapponese di Hokkaido, riporta il Sole24Ore, il valore di cambio della criptovaluta più famosa del mondo è infatti schizzato a un soffio dalla quota 4.700 dollari, facendo segnare un aumento del 7% in poco più di 24 ore. Una crescita in controtendenza con l’andamento di Wall Street, che ha invece aperto la sua seduta di giornata in ribasso.

A rendere evidente il legame tra la volata della moneta elettronica e il test missilistico del dittatore nord-coreano è la grande quantità di acquisti di Bitcoin effettuati in Corea del Sud e Giappone, cioè nei due Paesi che risentono maggiormente delle minacce di Kim Jong-Un.

La corsa alla moneta come bene rifugio da parte degli investitori sud-coreani, sottolinea il quotidiano economico-finanziario, non è stata dettata solamente dal missile partito dalla Corea del Nord. Negli ultimi tempi, infatti, il Parlamento di Seul sta valutando la possibilità di regolamentare con maglie più strette l’universo delle criptovalute. Tanto che il mese prossimo arriverà fra i banchi dei deputati una proposta di legge che prevede, tra le varie misure, di imporre riserve per almeno 450mila dollari alle società che offrono trading di monete elettroniche.

Mentre in Russia il viceministro delle finanze, Alexei Moiseev, ha proposto di riservare i servizi di compravendita delle criptovalute ai soli investitori qualificati, tagliando fuori la componente retail. A dimostrazione del fatto che i governi sparsi in tutto il mondo stanno cercando di inquadrare il boom dei Bitcoin e delle altre e-money in un quadro regolamentare più chiaro.

Acquistare e vendere bitcoin? Basta uno smartphone e un’app

Nonostante la mancanza di un ente o istituzione centrale che gestisca la distribuzione dei bitcoin, utilizzare e anche investire nella criptovaluta non comporta nessuna difficoltà di ordine tecnico. Ecco come fare:

Per iniziare a operare con la criptovaluta è sufficiente registrarsi al servizio indicando una casella di posta elettronica valida e quindi collegare all’account una carta di credito, o anche una carta di debito o un conto corrente, che serviranno per il pagamento dei bitcoin acquistati o l’appoggio dei proventi di quelli venduti. Necessario anche, in sede di registrazione, verificare il numero di telefono e fornire un documento di identità valido come passaporto o patente di guida. Prescrizioni che limitano molto l’effettivo anonimato delle transazioni concluse in bitcoin (vedere box a pagina 10) e legate alle normative in vigore contro i reati finanziari alle quali intermediari come Coinbase devono sottostare.

 

La piattaforma Coinbase gestisce allo stesso modo anche le altre due criptovalute più diffuse, ovvero ether (parte della piataforma ethereum) e litecoin, fornendo anche grafici aggiornati e altri strumenti a supporto dell’investitore, oltre a strumenti per trasferire da un soggetto e un altro fondi in criptovalute.

Caratteristiche simili per la piattaforma Conio, un borsellino elettronico disponibile sotto forma di app per smartphone Apple e Android che consente di acquistare, vendere, conservare e trasferire bitcoin dopo aver fornito un numero di telefono e un documento di identità valido oltre naturalmente a una carta di credito una prepagata.

L’elenco dei negozi virtuali che accettano invece i bitcoin per effettuare acquisti online di bene e servizi è lunghissimo e in continua crescita e comprende brand come Microsoft (giochi su Xbox e app su Windows Store), la catena di Fast Food Subway, la piattaforma di prenotazioni turistiche Expedia e Virgin, oltre a singoli esercenti, almeno negli Stati Uniti, mentre in Italia sono ancora limitati.

Anche se non è certo pensata per un uso convenzionale e fisico, non comportando neanche la necessità di un conto bancario, il bitcoin può consentire di prelevare in caso di necessità contanti in valute tradizionali come il dollaro statunitense. Xapo, piattaforma di gestione dei bitcoin simile a Coinbase, consente infatti di ottenere una vera e propria carta di debito per prelevare in tutto il mondo banconote in valuta locale presso i normali bancomat che accettano il circuito Visa, ovvero pressoché la totalità degli apparecchi.

Nuovo crollo per il BITCOIN. La cryptovaluta ha perso il 16% nell’ultima settimana

Notte di fuoco per il Bitcoin che scende sotto il muro dei 4.000 dollari mettendo a segno una delle performance peggiori delle ultime settimane. Questa mattina il Bitcoin vale 3.760 dollari in calo del 7% da ieri e di oltre il 16% dal livello massimo raggiunto la scorsa settimana.

Nuovo crollo per il BITCOIN. La cryptovaluta ha perso il 16% nell’ultima settimana

Non c’è da stupirsi della grande volatilità della cryptovaluta, giornate simili se ne sono viste in passato e se ne vedranno in futuro. D’altronde non bisogna pensare che la corsa del Bitcoin non abbia ostacoli; il prezzo del Bitcoin è salito di oltre il 40% ad agosto, nell’ottica annuale è addirittura quadruplicato, e correzioni, prese di profitto se ne vedranno anche i prossimi mesi.

Il crollo del Bitcoin non fermerà di certo gli investitori, ora che il prezzo è sceso, sono molti che torneranno ad acquistare con la speranza di un rialzo veloce. Ricordo che, secondo alcuni analisti, il prezzo del Bitcoin avrà un futuro brillante che lo porterà a sfondare la soglia dei 10.000 dollari nel giro di tre anni circa. Se questo sarà confermato, assicurerà ottimi profitti a tutte le persone che hanno creduto nella valuta digitale.

La volatilità del Bitcoin non stupisce e nemmeno spaventa gli investitori ma crea un maggiore interesse verso le cosiddette tutte le valute digitali. Soluzioni per investire in Bitcoin non mancano, ma noi consigliamo attraverso le piattaforme di trading online per sicurezza e sopratutto per la velocità di acquisto e di vendita della valuta digitale.

Bitcoin – Senza status legale

Per sua natura il bitcoin non ha uno status legale, anche se in linea di massima viene considerata alla stregua di rappresentazione digitale di valore. L’ultima a sancirlo, pochi giorni fa, è stata Goldman Sachs, pur con qualche incertezza: si tratta di valuta in quanto ha funzione di mezzo di scambio, ma anche di commodity dal momento che è risorsa scarsa.

Bitcoin - Senza status legale
Bitcoin – Senza status legale

La considerazione varia quindi da Paese a Paese, anche se domina la prudenza: le Banche centrali studiano le criptovalute, ma nicchiano nel pronunciarsi ufficialmente. La Corte di giustizia europea si è limitata a stabilire che non si applica l’Iva nella conversione tra bitcoin e valute tradizionali. Il regolatore tedesco BaFin l’ha riconosciuto come “unità di conto” utilizzabile come valuta privata all’interno di gruppi ristretti. Negli Usa la Commodities Futures Trading Commission ha stabilito che bitcoin è una commodity, mentre il Fisco americano ha chiarito di trattarlo come una property su cui pagare le imposte.

Bitcoin fork: NASCE IL BITCOIN CASH, LA MONETA CHE CONDIVIDE LA SUA STORIA CON IL BITCOIN

Bitcoin fork: NASCE IL BITCOIN CASH, LA MONETA CHE CONDIVIDE LA SUA STORIA CON IL BITCOIN

Finalmente è stato minato il blocco che ha dato vita al Bitcoin Cash, la moneta nata dal Bitcoin per via di divergenze sul suo sviluppo futuro. Questa nuova criptovaluta condivide tutta la storia delle transazioni del Bitcoin e comparirà negli indirizzi (tra quelli presenti a questo link) di tutti i possessori del Bitcoin stesso in uguale quantità ai Bitcoin posseduti. Andiamo a scoprire perché è nata in pochi semplici concetti senza che siano necessarie conoscenze sulla Blockchain per capirli. Ovviamente per qualsiasi approfondimento vi rimandiamo ai precedenti articoli sul problema della crescita del Bitcoin e sulla sfida che ha superato il 1 agosto.